#OpenRanverso: due parole con il nostro fattore, Mauro Carlin

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#OpenRanverso: due parole con il nostro fattore, Mauro Carlin

Inauguriamo, con questo post, una rubrica che ha la volontà di trasmettervi le  impressioni e i pensieri di coloro che lavorano #allaRanverso e che hanno iniziato con noi quest’avventura.

Iniziamo il percorso con il fattore di Cascina Ranverso, Mauro Carlin che vanta oltre 30 anni di esperienza – sia in Italia che all’estero – nel campo dell’agricoltura e della zootecnica.

D: #allaRanverso da qualche mese, stai curando la fase di start up dell’azienda agricola: tra allevamento e agricoltura, quali sono gli obiettivi che ti poni per l’agriturismo? 

Mauro: Vorrei che chi frequenta l’agriturismo riesca ad apprezzare tutte le caratteristiche specifiche del modo di
condurre l’azienda agricola biodinamica e cioè la ricerca di uno stato generale di equilibrio naturale e il
rispetto dei ritmi ecologici. Mi piacerebbe riuscire a comunicare che su un terreno sano crescono e vivono
piante e animali sani che danno il massimo della qualità.
La caratteristica di un’azienda agricola a ciclo chiuso, come questa, è la multifunzionalità, infatti sono
presenti la vacche da latte che assicurano la fertilità dei terreni con ampi pascoli e costituiscono la fonte
principale di reddito dell’azienda, ma abbiamo anche un piccolo allevamento di galline ovaiole, i conigli e
alcune famiglie di api che vorremmo incrementare nel tempo.
Tra i vari campi ci sono erbai di foraggere, con molte leguminose per apportare naturalmente nella
rotazione l’azoto necessario e i cereali. Poi, per soddisfare le esigenze della cucina del ristorante
agrituristico, un grande orto per la verdura di stagione, erbe aromatiche, un bel frutteto misto di meli, peri, albicocche, pesche, susine e un ettaro di vigna con  vitigni particolarmente resistenti alle malattie: il
Cabernet Cortis e un’antica varietà tipica della Val di Susa che viene chiamata in piemontese il Baratuciat dai quali otteniamo vini strepitosi.

La nostra prima vendemmia 

D: Dal dopoguerra abbiamo assistito ad una discesa drastica della qualità dei cibi e della loro conservabilità. I dati di oggi invece ci confermano un aumento della richiesta da parte dei consumatori di alimenti di qualità e derivanti da filiera certificata o quantomeno di fiducia;
A tuo avviso, questo fenomeno, cosa comporta realmente nella vita delle persone e nel sistema in generale?

Mauro: Tutti hanno capito che la nostra salute dipende anche dalla qualità intrinseca dei cibi che ogni giorno mangiamo, ma come poter essere sicuri della provenienza degli alimenti?
Se non può fare diversamente il consumatore si affida ai marchi: biologico, biodinamico ecc., ma se diventa
possibile un rapporto diretto con il produttore ecco che la fiducia prende una connotazione diversa: si instaura un rapporto umano, si diventa curiosi, si pongono domande sui prodotti di stagione, sulle capacità
produttive dell’azienda, si iniziano a capire le complesse relazioni tra uomo e natura.
Nel futuro, si dovrà per forze di cose, ripristinare il contatto dei cittadini con il mondo naturale e agricolo, si dovrà capire il contesto rurale in tutte le sue sfaccettature.

D: Hai avuto modo, a livello professionale, di vivere diversi ambienti e territori sia in Italia, sia all’estero. Come ricordi giustamente in una tua intervista, fino a qualche decina di anni fa, la gente di campagna utilizzava l’inverno sicuramente per riposare un po’; ma, soprattutto, per pensare e progettare la nuova stagione agricola. Dopo i primi mesi invernali qui a Buttigliera Alta nella bassa Val di Susa, cosa pensi di questo territorio e delle sue potenzialità? 

Mauro: Tante potenzialità inespresse e poco valorizzate. I terreni dei pendii morenici e il clima ventoso con
alternanza di freddo e aridità portano difficoltà nella coltivazione ma sono comunque espressione di
ambiente salubre, di cibi in cui sono esaltate le proprietà organolettiche. Bisogna però lavorare molto sul ripristino della fertilità delle terre e con la micro-irrigazione, con tanto compostaggio della sostanza
organica disponibile e con le rotazioni delle colture, per poter ottenere anche delle produzioni
quantitativamente soddisfacenti.

D: Ci attende un evento dedicato alla tua attività #allaRanverso, ci anticipi qualcosa? 

Mauro: Sabato 7 aprile, alle ore 10,00 ci ritroveremo con alcuni appassionati dell’agricoltura biodinamica per ilconfezionamento del preparato corno-silice e l’estrazione del preparato corno-letame. Per ora è una piccola cerchia ma vorremmo coinvolgere sempre nuovi agricoltori, piccoli orticoltori e semplici
consumatori che vogliono capire i “segreti” del nostro metodo agricolo.

Grazie Mauro!
Vi aspettiamo #allaRanverso: il nostro agriturismo è aperto per pranzi e cene dal giovedì alla domenica e siamo a disposizione per eventi privati come matrimoni, cresime, comunioni, battesimi, conferenze e team building.

La Cascina sarà attiva prossimamente anche per progetti di Fattoria Didattica.

A pochi minuti da Torino e Susa, scopri Cascina Ranverso!

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2018-03-29T17:30:21+00:0029, 03, 18|#OpenRanverso|